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IRONMAN 70.3 PESCARA

C'è un termine in inglese che è diventato la parola d'ordine per i triatleti di tutto il mondo e che descrive perfettamente una gara di triathlon. Il termine è "to adjust", adattare, adeguare, insomma arrangiarsi. A Pescara mi sono arrangiato. Ho pensato a questa parola pochi istanti prima della gara, guardavo le onde alte nel mare e alle spalle, sopra le colline, le nuvole nere cariche di pioggia. Ho pensato che mi sarei dovuto arrangiare. Avrei dovuto trovare il modo per farlo. Un modo per nuotare nelle onde, pedalare nella pioggia e correre contro il vento. Un modo per uscirne se non proprio sano, almeno salvo. Poco prima del "via" ufficiale la notizia attesa da tutti: per ragioni di sicurezza il percorso di nuoto è stato ridotto. Sospiri di sollievo, applausi. Si parte. La solita bagarre di manate e pedate, una sorta di lotta collettiva che dura pochi minuti poi il gruppo si allunga e ognuno riesce a trovare lo spazio per farsi grandi bevute d'acqua salata in solitudine. Dopo il primo tratto il percorso a favore di corrente è più facile del previsto, bisogna "solo" tenere a bada le onde. Al giro di boa iniziano i problemi, nuotare contro corrente è difficile e faticoso, se non sei un salmone. Fai mulinare le braccia e rimani fermo, sempre nello stesso punto. Alzo la testa ma l'arrivo è sempre lontano. Testa sotto, ricomincio a far girare le braccia. Conto le bracciate, dopo cento guardo avanti e questa volta l'arrivo è più vicino, iniezione di fiducia. In qualche modo arrivo alla fine, esco dall'acqua e nella zona cambio me la prendo comoda, i soliti problemi a togliere la muta, le calze che non si infilano e il casco da bici che non si allaccia. Tutto come al solito. Inizio a pedalare e il pensiero non è per i novanta km da fare ma è rivolto alla mezza maratona finale. Penso che se parto forte in bici la pago poi nella corsa. Mi viene in mente il consiglio di un amico che durante gli allenamenti mi diceva che in bici sono scarso e mi devo difendere. Sento che la gamba c'è e la pedalata per ora è agile. Dopo una ventina di km inizia la prima salita, niente di proibitivo, cambio il rapporto e vado su bene. Non ne capisco molto di ciclismo, sono uno di quelli che parla ancora di corona grande e corona piccola, tanta fatica, poca fatica. Il gergo dei ciclisti è troppo complicato. Trovo il tempo di guardarmi intorno, il panorama è bellissimo e se non fosse per questo stupido cronometro mi fermerei volentieri a fare una foto. Intanto il cielo diventa nero. La questione non è se pioverà ma quando pioverà. A metà percorso arriva. E' una bomba d'acqua che dura tre minuti, giusto il tempo per infradiciarsi. Poi esce il sole e con il vento ci si asciuga in un attimo. Tranne i piedi, quelli rimarranno in ammollo fino alla fine. Ancora un paio di salite poi la lunga discesa fino a dieci km dalla fine, dove inizia il tratto in piano facile e veloce, se non fosse per il vento contro. Gli ultimi km mi servono per fare il punto della situazione, per capire se ci sono ancora energie per la mezza maratona e tutto sommato mi sembra di stare bene. Ultima zona cambio, solita calma. Barretta energetica, un sorso dalla borraccia e scarpe che non si allacciano, sai che novità. Parto per la corsa e mi sento sorprendentemente bene. Ho un buon passo e mi illudo di riuscire a tenerlo fino alla fine. Naturalmente non va così, a due terzi di gara si accende la spia della riserva. Penso sia una buona idea camminare un po', prima di trovarmi steso sull'asfalto privo di sensi. Trovo che la zona ristoro sia il posto più bello del mondo, mi fermo un po' e non vorrei andarmene più. Invece dopo un po' ricomincio a correre e con le ultime quattro calorie in corpo arrivo alla fine, sul traguardo c'è la scritta IronMan, sotto c'è il mio nome e accanto c'è scritto finisher. Nel triathlon non conta battere gli avversari o battere dei record, nel triathlon conta arrangiarsi.

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5 commenti

  • Barrettenergetiche

    inviato da Barrettenergetiche

    Mercoledì, 24 August 2016 13:34

    Mangiare un paio di barrette energetiche e farsi una lunga corsa allenando i muscoli è bello e fa bene :)

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  • luigi

    inviato da luigi

    Mercoledì, 18 June 2014 21:05

    Bravo Matteo, non solo per la gara ma anche con la penna!
    Complimenti. Gigi Morselli

    Rapporto
  • Filippo

    inviato da Filippo

    Martedì, 10 June 2014 17:07

    Ciao mi sono sentito chiamato in causa e...rispondo! Prima di tutto grande Matteo, non vedo l'ora di conoscerti per complimentarmi con te, sia per la tua gara che per il resoconto che ne hai fatto.
    Carlo, la mia indole di sognatore è solo parzialmente frenata dal mio fisico per nulla adatto a questo tipo di sport, quindi ti posso assolutamente confermare che l'anno prossimo farò un 70'3...scegli tu quale...

    Rapporto
  • carlo

    inviato da carlo

    Giovedì, 05 June 2014 18:50

    ciao Matteo, nonostante abbia già provate queste sensazioni, mi hai fatto venir la pelle d'oca dall'emozione. Spero tanto che il nostra caro amico Filippo legga quanto tu hai scritto perché sono sicuro che verrà anche a lui la voglia di provarne uno il prossimo anno. Ciao Filippo e GRANDE MATTEO !!!!

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  • massimiliano santi

    inviato da massimiliano santi

    Mercoledì, 04 June 2014 15:42

    grande Matteo direi che ti 6 arrangiato piu' che bene...
    Il tuo racconto sa di sport e personalmente credo che sia la cosa piu' bella

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